Il sigillo di fango. Firenze, 1378

Il sigillo di fango

A Firenze il potere si esercita con le armi ma si conserva con l’inchiostro.

Firenze, estate del 1378.

La ricchezza della città passa attraverso l’Arte della Lana. Dietro i panni preziosi venduti nei mercati d’Europa, però, ci sono migliaia di lavoratori senza diritti: battilana, lavatori, scardassieri, pettinatori e filatrici. Uomini e donne che faticano dall’alba alla notte, ma non possono riunirsi in una propria corporazione, partecipare al governo o lasciare il proprio nome nei documenti della Repubblica.

Sono i ciompi, il popolo invisibile sul quale Firenze ha costruito la propria prosperità.

Bernardo di ser Landoccio ha ventidue anni e lavora come scrivano nella Cancelleria della Repubblica. Crede nella precisione delle parole, nell’ordine dei registri e nel valore dei sigilli. Quando viene mandato nel quartiere di Camaldoli per contare alcune balle di lana, incontra un mondo che fino a quel momento ha conosciuto soltanto attraverso i numeri.

Qui vive Gemma, giovane filatrice abituata a misurare la vita nel prezzo del pane e nelle once sottratte alla sua paga. Non sa leggere, ma conosce perfettamente il peso di ogni parola scritta da altri.

Davanti a un registro nel quale compare il nome del padrone ma non quello di chi lavora, nasce una domanda tanto semplice quanto pericolosa:

Se nessuno scrive il tuo nome, esisti davvero per chi governa?

Mentre Bernardo comincia a vedere ciò che le carte lasciano fuori, Firenze si avvicina alla rivolta. Gli arresti si moltiplicano, le botteghe rallentano e la rabbia attraversa i quartieri popolari. Nelle piazze, uomini che non hanno mai avuto voce iniziano a chiedere di essere ascoltati.

Tra loro c’è Michele di Lando, pettinatore di lana e uomo abituato a restare sulla soglia, destinato a trovarsi al centro di eventi più grandi di lui.

Nel palazzo del governo, intanto, il cancelliere Coluccio Salutati e il gonfaloniere Luigi Guicciardini cercano di dare forma alle decisioni della Repubblica. Sanno che basta cambiare una parola perché una richiesta diventi una minaccia, una promessa si trasformi in condanna o un’ingiustizia scompaia dagli atti.

Cinque voci raccontano la stessa estate da posizioni inconciliabili. Ognuna vede soltanto una parte della verità. Ognuna ricorda, giustifica o tace qualcosa di diverso.

Quando le campane chiameranno il popolo nelle strade, Bernardo dovrà capire se il compito di uno scrivano sia soltanto registrare ciò che il potere gli ordina oppure rispondere anche di ciò che sceglie di non scrivere.

Perché un documento può salvare una vita o cancellarla. E qualche volta basta un sigillo perché una menzogna venga accettata come verità.

Scopri la Firenze nascosta dietro i suoi palazzi

Entra nelle botteghe dell’Arte della Lana, attraversa i vicoli di Camaldoli e incontra Gemma e Bernardo nel momento in cui le loro vite stanno per essere travolte dalla storia.

LEGGI GRATUITAMENTE I PRIMI CAPITOLI

 

Non tutte le violenze hanno bisogno di una spada

Il sigillo di fango, secondo volume delle Cronache dell’Inchiostro e del Ferro, racconta il tumulto dei Ciompi attraverso chi scriveva le leggi e chi ne subiva le conseguenze.

Un romanzo storico sulla dignità del lavoro, sul potere delle parole e sul prezzo che si paga quando la coscienza entra in conflitto con l’obbedienza.

ACQUISTA IL LIBRO