Cinque tramonti per impedire che una tregua si trasformi in guerra
Guascogna, ottobre 1378.
La guerra non si combatte soltanto sui campi di battaglia. Nelle valli contese tra inglesi e francesi si vive di piccoli presìdi, riscatti, prigionieri e tregue locali tanto fragili quanto necessarie.
Nella rocca di Rochebrune, due schieramenti nemici hanno concordato cinque giorni per scambiare i propri uomini e saldare i riscatti. Ogni nome deve corrispondere, ogni somma deve essere verificata, ogni condizione rispettata. Basta un errore perché l’accordo fallisca e le armi tornino a parlare.
Gauvain de Châlus è un giovane persevante, un ufficiale d’armi incaricato di leggere e confrontare le condizioni della tregua. È stato addestrato a riconoscere insegne, controllare testimonianze e registrare ciò che gli uomini preferirebbero lasciare nell’ombra.
Il primo problema sembra soltanto una discrepanza: un prigioniero compare nelle liste con due nomi diversi.
Poi Gui de Malverne, il garante dal quale dipendono tutti i pagamenti, scompare.
Il suo corpo viene ritrovato sotto una scarpata, colpito alle spalle da un quadrello di balestra. La borsa è vuota, alcuni indumenti sono spariti e poco lontano qualcuno ha lasciato una lettera. Il testo rivendica il delitto in nome del Leone Nero, una compagnia di mercenari ormai dispersa che avrebbe un vecchio debito di sangue da riscuotere.
Per gli uomini di Rochebrune il colpevole ha già un nome.
Per Gauvain, invece, quella lettera contiene qualcosa che non torna.
Chi l’ha scritta conosce la fama del Leone Nero, ma forse non ha mai visto la sua vera insegna. E chi ha spogliato il morto non si è comportato come un comune ladro: ha preso alcune cose, ne ha lasciate altre e sembra aver cercato qualcosa di preciso.
Mentre il fratello della vittima reclama vendetta e i due seguiti cominciano a sospettare l’uno dell’altro, Gauvain deve ricostruire gli ultimi movimenti del garante. Al suo fianco c’è Hugues, anziano araldo del sire di Faugères, la cui memoria conserva insegne, compagnie e giuramenti che nessun registro riporta per intero.
Gauvain non è un magistrato. Non può arrestare, torturare o giudicare. Possiede soltanto gli strumenti del proprio tempo: le parole dei testimoni, le clausole di un accordo, il valore di una moneta, i segni cuciti su una sopravveste e le contraddizioni che gli uomini lasciano dietro di sé.
Intanto il tempo continua a scorrere. Il terzo giorno deve essere pagato un riscatto decisivo. Al quinto tramonto la tregua finirà.
Se Gauvain non scoprirà chi si nasconde dietro il nome del Leone Nero, un solo omicidio potrebbe essere sufficiente per riaccendere la guerra nell’intera valle.
Entra nella rocca di Rochebrune
Leggi l’inizio dell’indagine, incontra Gauvain e scopri perché il dettaglio più piccolo può valere più della confessione di un uomo.
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Un delitto medievale risolto con gli strumenti del suo tempo
Il nome del Leone Nero è il primo volume della serie I casi del Falco Verde: gialli storici ambientati nell’Aquitania del XIV secolo, fra tregue precarie, compagnie di ventura, araldica e uomini per i quali il proprio nome può valere quanto la vita.
Un’indagine in cui non esistono prove moderne e la verità deve essere cercata nei gesti, negli oggetti e nelle parole che nessuno ha pensato di controllare.


