Un uomo ai piedi di una scala. Una morte troppo ordinata per essere un incidente.
Salerno, maggio del 1230.
Prima dell’alba, un giovane garzone bussa alla porta di maestro Matteo di Trani. Il suo padrone, Landolfo da Minori, aromatario conosciuto e rispettato, giace immobile nella corte della propria bottega.
Accanto al corpo c’è un vaso infranto. Landolfo ha una ferita dietro l’orecchio e stringe nella mano destra un’ansa spezzata. Tutto sembra raccontare la stessa storia: l’uomo è caduto dalla scala mentre trasportava il recipiente.
Ma Matteo è un medico, e ha imparato che ciò che sembra evidente non sempre resiste all’osservazione.
I cocci non presentano i segni di una caduta dai gradini. Le suole del morto sono coperte da una polvere chiara, mentre la corte è piena del fango lasciato dalla pioggia. La materia uscita dal vaso si è sparsa nel punto sbagliato. E sul palmo di Landolfo c’è una vecchia cicatrice che rende difficile compiere proprio il gesto che la scena attribuisce alla sua mano.
Qualcuno potrebbe aver costruito quella caduta.
Lo stratigoto Gerardo da Nocera affida a Matteo un mandato limitato: può esaminare il corpo, la bottega, gli utensili e le carte dell’aromatario, ma non può aprire il cadavere, trattenere persone o entrare nelle case. Ogni gesto deve avvenire davanti al notaio Pietro da Vietri ed essere registrato con precisione.
Matteo ha soltanto tre giorni per consegnare una prima relazione.
Nella bottega emerge presto un secondo mistero. Landolfo custodiva un quaderno di annotazioni pratiche sulle preparazioni medicinali: dosi corrette dall’esperienza, procedimenti tramandati al banco e rimedi che non si trovano nei grandi trattati. Dal quaderno sono stati tagliati quattro fogli.
Nello stesso momento arriva da San Germano una lettera firmata da Pier della Vigna. La Magna Curia cerca proprio una raccolta di rimedi salernitani sperimentati nella pratica, destinata agli uomini del seguito imperiale. Ciò che fino al giorno prima era soltanto il quaderno di un aromatario è diventato improvvisamente prezioso.
Chi conosceva il suo contenuto? Chi avrebbe potuto copiarlo? E perché un chierico di nome Elia da Gaeta si è presentato sulla scena chiedendo che quelle carte non venissero toccate?
Matteo deve muoversi fra medici, aromatari, notai e uomini della Chiesa, in una città dove ogni autorità ha confini precisi e pronunciare troppo presto il nome sbagliato può distruggere un innocente.
Non gli basta trovare una spiegazione plausibile. Deve costruire una prova che possa essere letta davanti a un giudice, distinguendo in ogni momento ciò che ha visto da ciò che crede di aver capito.
Perché una cicatrice può smentire la scena di un delitto. Ma può anche condurre l’indagine nella direzione sbagliata.
Entra nella Salerno dei medici e degli aromatari
Segui maestro Matteo dal primo esame del corpo e scopri perché un vaso infranto, un paio di suole pulite e una mano ferita possono cambiare il significato di una morte.
La cicatrice di Salerno è il prequel della serie Le indagini di Maestro Matteo di Trani: gialli storici ambientati nel XIII secolo, nei quali medicina, diritto e osservazione si incontrano molto prima della nascita delle moderne scienze investigative.
Un’indagine senza autopsie, impronte digitali o laboratori. Soltanto corpi, oggetti, testimonianze e documenti che devono resistere alle domande di chi non vuole credere alla prima versione dei fatti.


